Articolo della Gazzetta sul gruppo d'incontro
del 12 novembre |
La Gazzetta del Mezzogiorno ha pubblicato un bel articolo, sul nostro gruppo d'incontro del 12 novembre, che aveva come tema:
“Ti racconto l'adozione - Conoscenza e confronto di storie di adozione”.
Ecco il testo dell'articolo:
Marianna e Luisa, da Medellin una lunga storia d’amore
Marianna e Luisa, due sorelle di quattro e sette anni, sono le ultime arrivate, ma solo in ordine di tempo. Capelli neri ed occhi altrettanto scuri, vivono a Bari dallo scorso marzo, da quando i loro genitori sono andati a prenderle a Medellin, la città colombiana famosa per la guerra tra i cartelli della droga, che negli anni Ottanta ne insanguinarono le strade e la legarono al nome del supertrafficante Pablo Escobar. In quella terra di frontiera, trasformata nel frattempo in una metropoli
moderna e funzionale, la famiglia Fazio ha preso definitivamente forma.
«Il primo passo, per i genitori, è proprio quello di non cadere nell’errore di considerarli figli adottivi» spiega Domenica, la mamma delle due bambine sudamericane, mentre racconta l’esperienza che ha cambiato la sua vita e quella del marito.
Ad ascoltarla c’è una piccola platea di coppie, alcune molto giovani ed altre un po’
più mature, la maggior parte delle quali sono in attesa di concludere la procedura prevista dalla legge per le adozioni internazionali.
L’incontro è organizzato da «I colori del mondo», un’associazione onlus attiva a Bari dal 2004, che mette a disposizione i propri volontari, psicologi, educatori e formatori, per sostenere, attraverso corsi di formazione e accompagnamento, i genitori nelle fasi più delicate delle adozioni.
Inoltre, l’associazione realizza progetti per la prevenzione del fenomeno dell’abbandono, attraverso il sostegno alle famiglie disagiate e promuove anche il sostegno a distanza dei bambini in difficoltà.
Attraverso «I fiori semplici onlus», altra organizzazione gemella attiva anch’essa in città, opera come intermediario nel settore delle adozioni internazionali
gestendone le pratiche burocratiche. «La procedura prevista dalla legge può durare dai due ai cinque, a volte anche più anni» spiega la presidente dell’associazione, Paola Fini. A Bari e provincia, secondo le rilevazioni della commissione per le adozioni internazionali (organismo che fa capo alla presidenza del consiglio dei ministri), nel primo semestre del 2011 il tribunale ha rilasciato 69 autorizzazioni di ingressi in Italia di altrettanti bambini provenienti da paesi esteri.
Nello
stesso periodo, altre 51 coppie hanno richiesto di adottare uno o più minori. La procedura prevede che gli aspiranti genitori compilino un modulo e lo consegnino
al tribunale per i minori, il quale provvede a segnalare la richiesta ai carabinieri ed ai servizi sociali. Questi avviano le indagini del caso, ognuno per gli aspetti di propria competenza (fedina penale pulita, piuttosto che situazione socio economica), ed alla fine, se non ci sono ostacoli preliminari (quali potrebbe essere una precedente condanna penale di uno dei genitori), i servizi sociali consegnano una relazione sulla coppia al tribunale, il quale emette un decreto di idoneità all’adozione.
Da quel momento, i genitori possono rivolgersi ad un ente autorizzato, iscritto cioè in un albo nazionale, che opererà da intermediario con il paese estero dal quale si intende adottare il bambino, fino alla conclusione della procedura.
ecco il link dell'articolo della Gazzetta
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