|

SITUAZIONE DELL'INFANZIA
La mortalità infantile continua ad essere alta soprattutto nelle aree rurali (67‰) o nei casi in cui la madre abbia una bassa scolarizzazione (87‰). Il 40% dei decessi di minori compresi tra 0 e 5 anni, avviene nel primo mese di vita.
La causa maggiore di tali morti è dovuta a situazioni di origine infettiva, come ad esempio la setticemia, in maggioranza curabili; seguono, come cause, le nascite premature, la denutrizione e le complicazioni di origine respiratoria.
Dall’analisi della situazione infantile boliviana, appare evidente come in caso di situazioni familiari con basso livello di istruzione la percentuale di mortalità salga.
IL 25.6 % dei bambini e adolescenti inoltre presentano un livello di denutrizione cronica. Si stima che le gravidanze precoci e non desiderate sono due caratteristiche sempre più frequenti nella popolazione adolescenteche incrementano le statistiche di mortalità materna. Secondo l’Unicef in Bolivia le gravidanze in adolescenza rappresentano il 14 % delle gravidanze totali.
In Bolivia non esiste ancora una cultura di rispetto dei diritti dei bambini. Nella pratica quotidiana il bambino è visto come un oggetto di proprietà dei propri genitori. Gran parte della popolazione considera normale maltrattare i bambini perché imparino a rispettare i loro genitori ed ad essere disciplinati.
Per quanto riguarda la educazione scolastica il paese ha fatto progressi significativi. Il tasso di copertura netta si mantiene intorno al 91 %. Tuttavia si ha un indice molto alto di diserzione scolastica e di bocciature, che insieme al ritardato inserimento scolastico rappresentano le caratteristiche più salienti del sistema educativo, dando luogo al fenomeno dell’abbandono scolastico. Solo 2/3 degli alunni della scuola primaria terminano il sesto grado, mentre nella scuola secondaria solo il 15% completa il ciclo scolastico e solo il 5% si laurea.
Esistono 800.000 bambini e adolescenti lavoratori. Il motivo è dovuto alla povertà delle famiglie di origine. I bambini lavoratori sono in gran parte oggetto di discriminazione, violenza e abuso. Inoltre la loro situazione lavorativa è caratterizzata da bassi livelli di retribuzione, sovraccarico di ore lavorative, impossibilità di accesso alla sicurezza sociale, e nessuna tutela dalla legge sul lavoro.
Questi bambini assumono sin da piccoli responsabilità non consone alla loro età.
Comunque in questi ultimi anni il governo ha presentato un lodevole piano per combattere la piaga del lavoro minorile, cui è costretto un bambino ogni tre. Già esistono leggi in tal senso, ma vengono ampiamente eluse. Il progetto governativo si pone l'obiettivo di sradicare innanzitutto le peggiori forme di sfruttamento dei minori quali il lavoro in miniera, la prostituzione e l'utilizzo di bambini per finalità pornografiche. Sono previste forme di sostegno e di educazione delle famiglie nelle quali vivono questi bambini lavoratori.
Si stima che circa 4.000 bambini/e e adolescenti vivono per strada nelle principali città del paese. Questo è un problema sociale molto grave in Bolivia che va aumentando col passare del tempo. Le condizioni di vita dei bambini per strada sono molto dure e danneggiano il loro sviluppo fisico, psico-sociale, culturale ed economico.
Questi bambini spesso sono dediti all’uso di alcol e sostanze stupefacenti, alla delinquenza e alla prostituzione.
Esistono anche bambini che sin dalla loro nascita vivono per strada. Si tratta di bambini nati da coppie di adolescenti che vivono per strada e che danno origine a famiglie chiamate “famiglia de la calle”.
Secondo i registri del ministero del governo circa 1.500 bambini/e e adolescenti vivono insieme ai loro genitori in carcere, con assenza dei loro più elementari diritti.
Sono invece circa 2.500 i bambini e adolescenti che rimangono orfani ogni anno.
Per quanto riguarda i bambini che vivono in istituto sono circa 9.200. La popolazione degli istituti è eterogenea, alcuni sono istituzionalizzati a causa della mancanza di risorse economiche, altri sono orfani o abbandonati, altri ancora sono vittime di maltrattamenti o abusi sessuali.
La maggior parte dei bambini in istituto ha rotto totalmente o parzialmente i rapporti con le famiglie di origine e per questo presentano gravi problemi nell’affettività.
Data l’eterogeneità dei bambini in istituto, nel processo di recupero dei bambini non si riesce sempre a tener conto dei motivi dell’ingresso in istituto.
Gli istituti in genere mancano di infrastrutture adeguate e di personale specializzato a soddisfare i bisogni dei minori. Mancano, inoltre, programmi pedagogici che permettano lo sviluppo integrale della vita.
...continua
|