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Sagarmatha Children Home

L’edificio che ospita i bambini del Sagarmatha Children Home è situato in un quartiere periferico di Kathmandu. Il quartiere è costituito da un disordinato alternarsi di costruzioni in muratura e baracche. Non è facile muoversi in questa zona della città, le strade sono prive di alcuna indicazione e difficili da individuare in mezzo allo sterrato e al fango.



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Parcheggiata la macchina, abbiamo raggiunto il cancello di accesso all’istituto percorrendo una strada costituita da pezzetti di mattoni di terracotta. Il cortile di cemento antistante l’istituto era vuoto, non c’era alcun bambino in giro. Dopo pochi secondi abbiamo visto dallo spiraglio di una porta socchiusa, nella semioscurità dell’interno della casa, le teste con i capelli cortissimi di tanti bimbi. Avvicinandoci siamo riusciti a mettere a fuoco i volti dei bimbi più vicini.

Con grande sorpresa ed immensa emozione abbiamo iniziato a riconoscere i bimbi che sono sostenuti dall’associazione. Li abbiamo chiamati per nome e loro immediatamente si sono avvicinati. Erano un po’ intimiditi dalla nostra vicinanza. Il referente locale dell’associazione che accompagnava il nostro gruppo, ci ha suggerito prima di incontrare tutti insieme gli ospiti dell’orfanotrofio. Così ha invitato i bambini ad entrare in una piccola stanza arredata con solo tre letti a castello ed alcuni scatoloni nascosti sotto i materassi. Qui ognuno di loro ha ricevuto biscotti, caramelle e materiale scolastico.


Subito dopo abbiamo incontrato, uno dopo l’altro, i bambini sostenuti dall’associazione. E’ stato molto bello vedere i loro volti sorridere, contenti di sapere che in un’altra parte del mondo c’è qualcuno che si preoccupa per loro e manda doni. Abbiamo preso visione di alcuni loro quaderni. Ci hanno mostrato con orgoglio le valutazioni positive riportate su libri e quaderni. Si sono fatti fotografare e si sono molto divertiti nel rivedersi nello schermo della macchina fotografica digitale.


L’impressione generale è positiva: i bambini stanno bene. Il personale dell’istituto se ne prende cura al meglio delle loro limitate possibilità. Avendo constatato che non c'erano letti a sufficienza e che quindi i bambini erano costretti a dormire in due o in tre nello stesso letto, abbiamo deciso di ordinare nuovi letti a castello, materassi, coperte e cuscini ed abbiamo provveduto ad acquistare due nuove culle per i bambini più piccoli.


Gli spazi a disposizione dei bambini sono esigui perché l’edificio è molto piccolo. Non c’è alcuno spazio disponibile per posizionare semplici tavoli dove essi possano studiare; in cucina ci sono solo due piccoli tavoli: studiano e mangiano seduti per terra. Non c’è una sala giochi. Tutto quello che c'è nel cortile antistante sono un vecchio scivolo arruginito ed una sbarra dove i bambini possono arrampicarsi.


Ciò nonostante i bambini sono sereni. Interagiscono serenamente con gli educatori e giocano lietamente tra di loro. Ci ha molto colpito questa loro comunanza: chi riceve un dono si assicura sempre che anche gli altri bambini siano beneficiati della stessa cura. Non ci è sembrato che tra i bambini ce ne fosse qualcuno con seri problemi di salute. Ci hanno assicurato che tutti i bambini sono periodicamente visitati da un pediatra.

L’alimentazione dei bambini, valutata in base ai parametri occidentali, lascia un po’ perplessi: i bambini mangiano quotidianamente riso e lenticchie o riso cotto nel latte, una volta a settimana l’uovo, una volta a settimana la carne, e la frutta solo su richiesta del pediatra per gravi carenze vitaminiche. Capiamo che non è facile per il personale dell’istituto dare ai bambini la frutta perché questa deve essere giornalmente comprata o conservata, cosa non possibile avendo a disposizione un unico frigo di piccole dimensioni.

Ci stiamo impegnando per migliorare l’alimentazione dei bambini e la qualità chimica e batteriologica dell’acqua a disposizione senza appesantire ulteriormente il già gravoso lavoro degli educatori. L’istituto è stato equipaggiato con un depuratore un paio di anni fa. A causa di mancanze di risorse non sono stati effettuati lavori di manutenzione ed il depuratore è andato in disuso. Buona parte delle malattie dei bambini nepalesi sono proprio determinate dall’utilizzo di acqua non potabile. Abbiamo deciso che una delle prossime raccolte fondi dell’associazione sarà finalizzata all’acquisto di un nuovo depuratore.

All’ “appello” dei bambini sostenuti dall’associazione ne mancavano tre: due bambine ed un bambino. Con nostra grande soddisfazione abbiamo appreso che grazie al sostegno a distanza le due bambine sono tornate nelle loro famiglie e, abitando non molto lontano dall’istituto, le abbiamo potute incontrate qualche giorno dopo. Il personale del Sagarmatha Children Home continua a gestire il denaro che arriva per il sostegno a distanza delle bambine pagando loro le tasse scolastiche, tutto quello che serve per la scuola e i pasti. In caso di malattia le bambine sono curate a spese dell’istituto. Questo risultato ci sembra in assoluto il più importante: aver impedito che la povertà potesse essere una causa di abbandono.

Il bambino invece, di cui conoscevamo la sua particolare situazione, lo avremmo incontrato qualche giorno dopo in una scuola per diversamente abili. Questo bimbo è audioleso e richiede cure ed attenzioni particolari.

I piccoli nepalesi che aiutiamo sono per lo più bambini che nonostante la loro giovanissima età hanno già vissuto esperienze terribili quali la povertà, l’abbandono o la morte dei genitori, assassinati dai terroristi e dalle violenze politiche oppure falcidiati da malattie che si sarebbero potute facilmente curare se ci fossero state le condizioni sanitarie ed economiche per combatterle. Spero che il nostro incontro abbia permesso loro di passare almeno un pomeriggio sereno; certamente il loro meraviglioso sorriso accresce la nostra volontà e determinazione a cercare di fare del nostro meglio per poter dare loro un maggior aiuto.

 

 

 


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