| - Bolivia, la ricca regione di Santa Cruz vota il referendum a favore dell'autonomia |
La regione di Santa Cruz, la più ricca della Bolivia, ha votato ampiamente in favore dell'autonomia nel referendum da molti visto come un rifiuto delle riforme socialiste del presidente Evo Morales. E' quanto emerge dai primi exit poll.
La votazione è la prima di quattro referendum indetti dalle province orientali su una maggiore autonomia dal governo centrale, che accrescono le tensioni tra i sostenitori di Morales e l'opposizione conservatrice che si concentra nelle aree a est del paese.
Secondo i sondaggi di Focaliza, citati dalle tv locali, ha votato a favore della proposta autonomista l'86% della popolazione di Santa Cruz.
Il referendum che il presidente Evo Morales ha dichiarato "illegale" rischia di fare sfociare in scontro aperto le tensioni etniche ed economiche nella regione ricca di petrolio e di gas naturale. La proposta sottoposta agli elettori era se adottare statuti che darebbero al governo di Santa Cruz il controllo sulle province e la prerogativa di istituire proprie forze armate.
Il mese prossimo altre tre province terranno analoghe consultazioni popolari e altre due stanno valutando questa possibilità. Se passassero tutte, il Paese, organizzato amministrativamente in nove dipartimenti, si spaccherebbe tra le ricche pianure orientali e le regioni andine più povere. Gli analisti osservano che è in atto una naturale reazione alle recenti iniziative di Morales, un ammiratore delle politiche del collega venezuelano Hugo Chavez, intenzionato a riscrivere la costituzione per una ridistribuzione della ricchezza del Paese a favore della maggioranza indio, cui egli stesso appartiene.
Proprio gli indios, che nel dipartimento di Santa Cruz sono in minoranza, si oppongono al referendum dei ricchi 'criollo', i discendenti dei 'conquistadores' spagnoli. Poco dopo l'apertura dei seggi, la televisione pubblica ha riferito di tafferugli a Plan 3000, sobborgo del capoluogo, e di almeno tre feriti. Un reporter dell'agenzia France Presse ha riferito invece di un fallito tentativo di irruzione in un seggio difeso dai residenti. Nella cittadina di Santa Juliana, 140 chilometri a nord di Santa Cruz, una folla infuriata di indio ha distrutto l'ingresso di un seggio e inveito contro gli scrutatori.
Il testo sottoposto a referendum dà alle autorità locali ampia autonomia di gestione delle risorse economiche locali e crea un fisco locale che dovrà negoziare con La Paz quanto versare nelle casse statali.
Il documento inoltre parla di "nazionalita'", "identità storica" e "diritto all'autogoverno", oltre a dichiarare lo spagnolo unica lingua ufficiale pur rispettando le "lingue indigene"; il fatto che l'iniziativa autonomista di Santa Cruz dovrebbe essere imitata da altre tre province rende difficile la possibilità di applicare la nuova Costituzione voluta da Morales, di taglio collettivista. Nel frattempo l'Organizzazione degli Stati Americani ha inviato una delegazione per convincere le parti a trattare e ad evitare nuovi scontri come quelli che nello scorso dicembre portarono il Paese al bordo della guerra civile.
(Fonte Pianeta Bolivia)
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