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Modifiche al regolamento della Commissione per le adozioni internazionali

Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi, in prima lettura, alcune modifiche al regolamento della Commissione per le adozioni internazionali.

La novità più importante riguarda l'assunzione della presidenza direttamente da parte del ministro Bindi: "Come per le corrispondenti autorità centrali dei paesi che hanno aderito alla Convenzione dell'Aja - spiega il comunicato stampa del ministero - la presidenza della Commissione Adozioni Internazionali è attribuita al Ministro delle politiche per la famiglia. Il Presidente rappresenta la Commissione, ne coordina l'attività, vigila sul suo funzionamento e trasmette al Parlamento una relazione biennale sullo stato delle adozioni internazionali, sull'attuazione della Convenzione e sugli accordi bilaterali stipulati anche con i paesi che non vi hanno aderito".

Viene introdotta la figura del vicepresidente, con funzioni più strettamente amministrative. Il vicepresidente sovrintende alla segretaria tecnica e autorizza l'ingresso e il soggiorno permanente del minore straniero adottato. Nei casi d'urgenza, che non permettono la convocazione in tempi utili della Commissione, può inoltre assumere i provvedimenti di competenza della stessa. Il vicepresidente è nominato dal Presidente della Commissione, scelto tra i magistrati con esperienza nel settore minorile o tra i dirigenti dell'Amministrazione dello Stato o delle Amministrazioni regionali con analoga specifica esperienza.

Per quanto riguarda la composizione della Cai, si legge che "per colmare alcune carenze tecnico-giuridiche emerse in questi ultimi anni, entrano a far parte della Commissione tre esperti del settore, nominati dal Presidente, di comprovata esperienza nella materia delle adozioni internazionali".

La CAI comprenderà anche i rappresentanti delle associazioni delle famiglie a carattere nazionale. Il comunicato precisa che "Per evitare commistioni e ambiguità, però, i tre nuovi rappresentanti delle associazioni a carattere nazionale non potranno essere espressione degli Enti autorizzati ai procedimenti di adozione internazionale".

Sono confermate le attuali presenze dei ministeri interessati - Solidarietà Sociale, Affari Esteri, Interno, Giustizia, Salute, Economia e Finanze, Pubblica Istruzione - e dei tre rappresentanti della Conferenza unificata. Salgono a due i rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di cui uno del Dipartimento per le riforme e l'innovazione nella Supplica Amministrazione. Vicepresidente e componenti durano in carica tre anni e possono essere riconfermati una sola volta.

Prima dell'approvazione definitiva, il nuovo regolamento dovrà acquisire il parere del Consiglio di Stato e ritornare poi sul tavolo del governo per il via libera definitivo.

Oltre alle novità sulla composizione, ci sono ulteriori novità relative alla parte "gestionale" della Cai: il nuovo regolamento prevede che la Commissione stabilisca i criteri in base ai quali concedere le autorizzazioni agli Enti autorizzati: "si tratta di una indicazione importante destinata a qualificare i requisiti e l'attività degli Enti", spiega il comunicato. Viene inoltre allargata la possibilità di revocare le autorizzazioni concesse non solo nei casi di gravi inadempienze, ma anche di fronte alla scarsa efficacia dell'attività svolta dall'Ente.

Al fine di garantire una migliore presenza sul territorio, la Commissione potrà anche favorire le fusioni tra più Enti.

Si rafforzano i compiti di vigilanza, consultazione e informazione. La commissione potrà, infatti, esaminare e accogliere segnalazioni e istanze da parte di Tribunali, Enti e associazioni e singole coppie. Sono previsti incontri periodici con gli Enti autorizzati, ma anche, ogni sei mesi, la consultazione delle associazioni familiari a carattere nazionale.

E' previsto l'obbligo di fornire, in modo pubblico e trasparente, tutte le informazioni necessarie sulle modalità e le procedure delle adozioni internazionali, comprese le indicazioni dei costi e dei tempi medi di conclusione delle procedure adottive nei singoli paesi di provenienza dei minori.



 







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