| Il TAR del Lazio sospende gli effetti della revoca all’Associazione Chiara Onlus |
Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha disposto la sospensione del
provvedimento di revoca inflitto dalla Commissione Adozioni Internazionali all’Associazione
Chiara Onlus.
Secondo quanto comunicato dai legali dei ricorrenti, “nel corso dell’udienza di
discussione tenutasi in data 21 marzo presso la sezione I del TAR Lazio, il Giudice rinviava le
parti ad un’udienza successiva fissata al 4 aprile in quanto l’Avvocatura dello Stato solamente in
quella sede presentava per la prima volta memorie e documenti a difesa della CAI.
Tale comportamento induceva il Giudice ad accordare al collegio e alle altre parti il tempo
necessario per la lettura di tali documenti.
Ritenuto comunque prevalente l’interesse delle coppie intervenute nel giudizio promosso da
Chiara contro CAI, il Giudice decideva di sospendere gli effetti del provvedimento impugnato da
Chiara fino al 4 aprile.”
La revoca, con la radiazione dall’albo degli enti autorizzati ad operare per l’adozione
internazionale, fu deliberata dalla CAI lo scorso 20 dicembre, dopo che l’ente era stato
accusato di aver preso in carico un numero eccessivo di coppie rispetto al proprio potenziale
operativo, di avere percepito somme non corrispondenti ai servizi effettivamente erogati e di
avere violato alcune norme relative a 30 adozioni effettuate in Federazione Russa, nel 2004,
dopo la scadenza dell’accreditamento da parte di quel Paese.
La revoca decisa dalla CAI aveva avuto l’effetto di bloccare, di fatto, le procedure di adozione
per la maggior parte delle 534 coppie già in carico all’Associazione Chiara Onlus.
Al ricorso depositato dall’Associazione Chiara, che ha sempre sostenuto l’infondatezza delle accuse, si erano aggiunti gli altri due presentati collettivamente da oltre 200 coppie di genitori in attesa di adozione.
Il Comitato Le Coppie di Chiara, nato per l’autotutela delle coppie aderenti, ritenendo che la
ripresa dell’attività dell’Associazione sia l’unica via efficace per la soluzione del blocco delle
procedure adottive, ha raccolto la solidarietà di politici di ogni schieramento, i quali,
attraverso interrogazioni ed interventi presso le Autorità competenti, hanno consentito di
tenere viva l’attenzione sul problema delle 534 coppie di Chiara.
Il Comitato esprime soddisfazione per questo primo pronunciamento del TAR e attende con
fiducia la decisione finale, proseguendo nella sua attività di sensibilizzazione del mondo
politico ed istituzionale e dell’opinione pubblica su quella che, fin dal principio, ha ritenuto
un’ingiustizia nei confronti dell’Associazione Chiara, delle coppie che alla stessa si erano affidate e dei bambini costretti a rimanere ancora in attesa negli istituti.
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