| Firmato l'accordo bilaterale per le adozioni con la Cina |
Il ministro della Famiglia Rosi Bindi ha finalmente firmato un importante accordo bilaterale con la Cina in tema di adozioni internazionali.
Con l'intesa ufficializzata tra Roma e Pechino tanti bimbi di questo paese, grande come un Continente, potranno trovare da noi una famiglia. Il via libera e' arrivato dopo una lunga gestazione ed è in qualche modo l'ultima concessione di un Governo che ha deciso di trovare ora in casa una soluzione al fenomeno dei tanti abbandoni.
L'Italia era rimasto uno dei pochi Paesi in Europa ad avere la strada sbarrata (nel 2005 quasi 8.000 bimbi cinesi sono stati adottati negli Usa, oltre 500 in Spagna, piu' di 400 in Olanda e piu' o meno lo stesso numero in Francia). Ora, finalmente, la situazione si e' sbloccata.
''Abbiamo raggiunto - ha dichiarato il ministro Bindi, un importante risultato. Sarà una gioia per tanti bambini che potranno entrare a far parte di una famiglia italiana e una gioia per tanti aspiranti genitori. In Cina ci sono tanti bambini abbandonati - ha spiegato il ministro, che nel suo breve soggiorno cinese ha visitato orfanotrofi e ospedali - anche in relazione alla politica demografica degli anni passati che prevedeva un solo figlio per coppia. Un'imposizione che è stata all'origine di tanti abbandoni, soprattutto di figli disabili e di sesso femminile. Ora le cose stanno cambiando. Ma avere un secondo figlio ancora costa molto''.
Un accordo importante quello di oggi anche perche' - come ha osservato Bindi ''apre una nuova stagione di diritti umani in Cina''. E lo e' ancora di piu' proprio perche', di fatto, per stessa ammissione delle Autorita' cinesi, con l'intesa raggiunta oggi l'Italia sara' l'ultimo Paese con cui la Cina sottoscrive un accordo bilaterale in tema di adozioni internazionali. Il ministro cinese Li Xueju ha, infatti, ricordato come dopo i primi anni Novanta, quando la Cina ha sottoscritto alcuni accordi internazionali (in particolare con 16 Paesi stranieri, tra cui gli Stati Uniti e, in Europa, Finlandia, Danimarca, Svezia, Spagna, Olanda, Francia, Norvegia e Gran Bretagna), la situazione e' cambiata. Molti cinesi cominciano ad adottare e meno bambini vengono dati in adozione a coppie straniere.
''Questo accordo sara' un ponte di amicizia tra i nostri due Paesi, ma - ha aggiunto Li Xueju - non vogliamo allargare ulteriormente il numero di adozioni internazionali. Abbiamo scelto di andare avanti con l'Italia perche' abbiamo fiducia nel vostro Paese e siamo convinti che ci sara' il rispetto delle regole da entrambe le parti''.
Il ministro Bindi si e' detta molto soddisfatta dell'intesa raggiunta oggi: ''tra i tanti gesti di amicizia che ci siamo scambiati in questi giorni nel corso della missione del governo Prodi, questo e' per me il piu' significativo''. Bindi ha inoltre illustrato al collega cinese la recente normativa italiana sui ricongiungimenti familiari e le proposte in materia di cittadinanza avanzate dal governo. ''E' importante lavorare sugli scambi culturali, commerciali e sugli accordi economici, - ha concluso il ministro Bindi -, ma e' altrettanto fondamentale l'impegno a favore dei bambini, delle famiglie e delle persone''.
(Fonte Cai)
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