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Incontro con Roberto Rabattoni presidente dell’associazione Centro Aiuti per l’Etiopia

Domenica 13 novembre 2005, presso la parrocchia di San Marcello a Bari, dopo la messa delle ore 10,00, ci sarà un incontro con Roberto Rabattoni, presidente dell’associazione ONLUS “Centro Aiuti per l’Etiopia”.

Questa associazione, nata il 24 dicembre 1983 per volere dello stesso presidente, non persegue fini di lucro e per il bene delle popolazioni dell’Etiopia e dell’Eritrea promuove iniziative a carattere educativo, sociale e sanitario, per mezzo dell’adozione a distanza. Infatti è proprio grazie a questa istituzione che oltre 20.000 bambini sono riusciti a sopravvivere in questi anni, strappati alla miseria, alla fame e alle malattie.

L’impegno costante del “Centro Aiuti per l’Etiopia”rappresenta un ponte di sostentamento e solidarietà tra l’Italia e quelle realtà così desolate ed abbandonate a sé stesse. L’aiuto dunque è rivolto non solo a quelli che sono considerati i più poveri del mondo, ma soprattutto ai bambini, cui si vuol rendere giustizia avendo come i nostri figli il diritto di vivere in maniera dignitosa.

Quello dei bambini, infatti, rappresenta il problema più drammatico da affrontare. Molto spesso le loro famiglie d’origine non sono in grado di occuparsi e di sfamare questi poveri esseri indifesi, i quali quasi sempre sono costretti a soccombere ad una morte prematura, non alimentati in modo adeguato. La terribile realtà di questi anni è frutto non solo delle numerose carestie che si sono avvicendate, ma anche della guerra combattuta tra l’Etiopia e l’Eritrea dal 1988 al 2000. Per far fronte a questa esigenza sono nati i vari progetti sostenuti e finanziati dal “Centro Aiuti per l’Etiopia” tramite l’adozione a distanza.

Numerose sono le opere realizzate fino a questo momento dall’associazione: nel villaggio di Maganasse è stato costruito un ospedale, adibito ad assistenza sanitaria d’urgenzae a reparto d’ostetricia, un asilo con refettorio, capace di ospitare numerosi bambini bisognosi, un laboratorio, che fabbrica scarpe per lebbrosi; in quello di Owiaté un pozzo; in quello di Oma si è provveduto ad un refettorio con cucina e magazzino, capaci di far fronte a 320 bambini, all’acquisto di un generatore di energia elettrica con motore diesel per l’alimentazione di una pompa per acqua.

Nel villaggio di Emdeber si è dato vita ad un ambulatorio, destinato alle prime cure; si è acquistato una Panda da adibire ad ambulanza per il trasporto dei malati gravi nella regione del Guraghe; nella missione di Nazaret si è provveduto a comperare apparecchiature per le radiografie ai polmoni, mentre per quella di Mehelab un fuoristrada camioncino Nissan adibito al trasporto dei malati gravi; sono stati edificati diversi tucul nel villaggio di Ferhen.

Presso la località di Saganeiti in Eritrea è sorto un villaggio, con edifici destinati a dormitorio, ambulatorio, refettorio ed aula scolastica, capace di contenere fino a 1500 bambini orfani di guerra; presso Addis Abeba invece si è costruito il complesso “San Francesco”, un asilo-refettorio, dotato non solo di aule scolastiche, ma anche di un’infermeria, capace di contenere fino a 1400 ragazzi “figli della strada”; nel villaggio di Yeterek insieme con un asilo, un refettorio ed aule scolastiche, capaci di contenere fino a 1000 alunni, si è scavato un pozzo profondo ben 117 metri, che fornisce acqua non solo ai bambini adottati a distanza, ma a tutta la popolazione dei dintorni; anche in Sudan, nel villaggio di Kassala, si è allestito una struttura per accogliere i profughi eritrei della guerra contro l’Etiopia.

Il “Centro Aiuti per l’Etiopia” non si occupa però solo di adozione a distanza, ma anche di quella giuridica. Sono oltre 400 i piccoli che dal 1991 ad oggi, sono giunti in Italia, adottati da famiglie di quasi tutte le regioni italiane. I piccoli, in attesa di una famiglia che li accolga in Italia e offra loro non solo una casa, ma soprattutto quell’amore e quella tenerezza di cui hanno tanto bisogno, vengono ospitati presso il villaggio “Madonna della Vita” ad Addis Abeba.

Questa struttura inaugurata nel 1994 comprende l’orfanotrofio, la casa di accoglienza per i benefattori in visita, il forno per il pane, l’ambulatorio, la chiesae un pozzo profondo ben 134 metri. Il villaggio ospita attualmente 150 bambini, alcuni dei quali già abbinati a famiglie richiedenti e pronti ad essere inseriti in Italia, altri in attesa di una sistemazione, accuditi da 22 ragazze etiopi che si prendono cura di loro ogni giorno.

Queste sono le diverse battaglie vinte dal “Centro Aiuti per l’Etiopia”, grazie all’impegno costante dei suoi volontari e alle tante sottoscrizioni che sono pervenute. Oggi, però, sono ancora numerosi gli obiettivi lontani dalla meta, tra i quali ci sarebbe il sogno di dare un po’ di speranza e di pane a tutti coloro che vagano ogni giorno senza una meta, principalmente per le strade di Addis Abeba, e che sono soprattutto i senzatetto, gli ammalati, gli handicappati e i bambini, una “umanità dolente” cui offrire il nostro aiuto, la nostra pietà, il nostro amore, dal momento che vivono lungo i marciapiedi in improvvisati ricoveri di fortuna, costituiti soprattutto da pezzi di polietilene e giornali.

L’associazione ha sempre più bisogno di gente disposta ad occuparsi di questi che sono i più poveri del mondo sia tramite l’adozione a distanza, che quella giuridica, ed è per questo che tutti, ma proprio tutti, sono invitati all’incontro.


 





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