| Riunione della delegazione Ue-Romania sul tema dell'adozione internazionale |
Lo scorso mercoledì 23 novembre nel corso della riunione della delegazione Ue-Romania si è discusso per trovare una soluzione al grave problema del blocco delle adozioni internazionali, provocato dalla nuova legge delle adozioni, che vede coinvolte numerose famiglie italiane.
Per l'occasione l'on. Luciana Sbarbati, segretario nazionale dei Repubblicani Europei e eurodeputato membro della delegazione UE-Romania, è intervenuta all'interno di un lungo e articolato dibattito.
L'on. Sbarbati ha ottenuto l'approvazione di un emendamento di compromesso che punta al superamento dello stallo delle adozioni dei minori che a partire dal 2001 sono state bloccate dalla moratoria a cui è sottoposta la Romania. Nel'illustrare l'emendamento la Sbarbati ha sostenuto che, se la situazione generata dalla moratoria dovesse permanere, ciò configurerebbe una violazione dei diritti umani.
L'emendamento approvato introduce una valutazione dei singoli casi in virtù delle delicate relazioni che si sono sviluppate nel corso degli anni tra le coppie e i bambini romeni tuttora in attesa di adozione definitiva.
I rappresentanti della Romania, che oggi ha una nuova legge sulle adozioni dei minori in linea con gli standard europei, hanno ritenuto la soluzione proposta dall'on. Sbarbati percorribile e si sono dichiarati disponibili a identificare la migliore soluzione possibile al problema.
La delegazione Rumena ha poi fornito una tabella ufficiale aggiornata al 31.10.2005 che vede 69 coppie italiane coinvolte nelle pratiche di adozione internazionale con la Romania, di cui 15 con una situazione giuridica già definita, 36 in corso di esame e 18 ancora da esaminare.
L'on. Luciana Sbarbati ritiene quindi che il compromesso raggiunto possa essere un passo in avanti per dare una famiglia a quei bambini romeni che hanno iniziato un percorso di avvicinamento e socializzazione con le coppie italiane e che oggi a distanza di tre anni, sostiene la Sbarbati, hanno tutto il diritto di avere una famiglia che non può essergli più negata.
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