| Firmato l'accordo per il ritorno dei bambini bielorussi in vacanza in Italia |
La Bielorussia ha siglato un accordo con l'Italia che consente il ritorno dei bambini presso le famiglie del nostro paese per soggiorni-vacanza, dopo un anno di sospensione dovuto alla coppia italiana che aveva tentato di trattenere una bambina sotto la sua custodia contro la volontà delle autorità bielorusse..
Prima dell'anno scorso circa 30.000 bambini bielorussi venivano in vacanza in Italia ogni anno. Molti di loro soffrivano gli effetti del disastro nucleare di Chernobyl del 1986 che ha colpito la Bielorussia più di ogni altro paese.
"L'accordo dà scadenze rigide per il ritorno a casa dei bambini bielorussi dopo quel tipo di vacanze", ha riferito in Parlamento il ministro dell'Istruzione Alexander Radkov.
Le autorità bielorusse hanno comunque stabilito di escludere dai soggiorni invernali in Italia, che dovrebbero avere inizio a partire da questa settimana, tutti i minori orfani le cui domande di adozione da parte di famiglie italiane sono state riesaminate con esito negativo la scorsa estate in attuazione di un Protocollo di collaborazione in materia di adozioni internazionali tra l’Italia e Bielorussia firmato a Minsk il 22 marzo 2007.
Reagendo a questa iniziativa, il 30 novembre il ministro Rosy Bindi ha scritto una lettera ai colleghi Paolo Ferrero, della solidarieta' sociale e Massimo D'Alema, agli esteri, chiedendo la loro collaborazione e affermando che "Una simile decisione è del tutto inaccettabile e richiede una ferma reazione da parte italiana".
In questo modo, sottolinea il ministro per la famiglia, "viene innanzitutto violato l’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Belarus sulle condizioni di risanamento a titolo gratuito nella Repubblica Italiana dei cittadini minorenni della Repubblica di Belarus, sottoscritto il 22 marzo 2007 , ratificato dall’Italia ma non ancora dalla Bielorussia. Tale Accordo non consente infatti di discriminare in alcun modo i minori nei confronti dei quali risultano esperite procedure adottive".
Inoltre, afferma Bindi, "la stessa legge Bielorussa, consente alle famiglie italiane che ospitano i minori di avanzare domanda di adozione ed è inammissibile che dal mancato accoglimento della stessa consegua la impossibilità per i minori di continuare a partecipare ai soggiorni, e quindi, l’interruzione dei rapporti con tali famiglie. Non va infine sottaciuto come il mancato accoglimento delle domande di riesame risulti, nella grande maggioranza dei casi, privo di adeguate motivazioni".
Secondo Bindi, non e' quindi "possibile avallare la scelta dell’Autorità Bielorussa di impedire agli orfani ai quali è stata negata l’adozione di partecipare ai prossimi soggiorni invernali in Italia. Non possiamo tollerare una simile discriminazione - aggiunge il ministro per la famiglia - e ritengo necessario chiarire che siamo disponibili a proseguire l’esperienza dei soggiorni solo qualora questi riguardino tutti i bambini che ne hanno bisogno, soprattutto quelli legati da consolidati rapporti affettivi con le famiglie ospitanti".
"E’ questa, del resto - conclude Bindi - la linea che abbiamo adottato lo scorso anno dinanzi ad analoghi, inaccettabili tentativi di discriminare i bambini orfani attuati dalle autorità bielorusse. La cooperazione umanitaria non può violare elementari principi di umanità e di giustizia dando luogo ad odiose discriminazioni".
Minsk ha irrigidito le condizioni per le adozioni straniere di bambini bielorussi con la giustificazione di proteggere i bambini dalla negativa influenza occidentale. Ha autorizzato solo 30 adozioni straniere l'anno scorso, ma Radkov auspica che nel 2007 arrivino a 200.
Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko è accusato dai paesi occidentali di infrangere diritti fondamentali, ma rimane popolare in patria per le sue politiche di generosi benefici statali e per il controllo statale dell'economia.
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